La sindrome dello stretto toracico è una manifestazione di segni e sintomi legati al passaggio di strutture vascolari e neurologiche in uno spazio anatomico ben individuato, che può dare origine a dei restringimenti, provocandone irritazioni e compressioni con conseguenti sintomi per cambiamenti anatomici tessutali, di funzione o di entrambi.

Lo spazio anatomico di cui parliamo è situato nella zona antero-superiore della spalla e del costato, sotto il trapezio medio, alla base del collo.

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 01Le strutture anatomiche che compongono lo spazio dello stretto toracico superiore e che vengono indicate come possibili generatrici della sindrome sono:

  • m. scaleno anteriore
  • m. scaleno medio
  • m. succlavio
  • m. piccolo pettorale
  • la clavicola
  • la 1° costola

Nella realtà dobbiamo anche considerare che alla base dello stretto toracico superiore, trova alloggiamento anche l’apice del polmone e le strutture connettive che lo legano alle vertebre cervicali e alla prima costola.

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 02Quest’integrazione anatomica rende completo il panorama del passaggio delle strutture neurologiche e vascolari che abbiamo nominato all’inizio.

Le strutture della base dello stretto toracico superiore pertanto sono:

  • cupola pleurica
  • legamento trasverso pleurico
  • legamento costo pleurico
  • legamento vertebro pleurico.

Come possiamo notare tutte queste porzioni anatomiche, offrono un perfetto passaggio del plesso brachiale, dell’arteria e della vena succlavia, ma sono talmente ristrette che basta un’alterazione di posizione dei capi ossei e articolari, un cambiamento del trofismo biologico dei tessuti, un trauma diretto su questo zona, per innescare una patologia sintomatica dell’arto superiore.

Ricordo brevemente che il plesso brachiale è una struttura neurologica formata da più nervi periferici in uscita dalle vertebre cervicali.

I nervi in questione sono: C5-6-7-8-T1, con dei rami anastomotici che provengono da C4 e da T2.

Il plesso brachiale permette di portare verso la periferia, i messaggi motori che prendono origine dal cervello, e di riportare le varie sensibilità dell’arto al sistema nervoso centrale, per poterle identificare e relazionarcisi.

Sono anche il punto di partenza e di ritorno dei riflessi autonomi provocati.

L’arteria e la vena succlavia sono vasi che portano sangue pulito all’arto superiore e vasi che riportano il sangue desaturato di ossigeno dalla periferia verso il torace e quindi verso il cuore; questi sono fondamentali per lo stato di salute vascolare-tessutale dell’intero arto superiore.

Delle strutture di passaggio, il plesso brachiale è quello che in percentuale maggiormente subisce delle implicazioni, causando una sindrome neurogena, mentre in maniera minore le subisce la vena succlavia e in percentuale ancora più ridotta l’arteria succlavia; entrambe sona la causa di una sindrome vascolare.

Quali sono i fattori che possono portare ad una sindrome dello stretto toracico? Vediamo di capirli nello specifico.

ALTERAZIONI ANATOMICHE

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 03Le alterazioni anatomiche, ovvero delle formazioni alterate della normale anatomia, riguardano maggiorente la possibile formazione di una costa soprannumeraria, che generalmente si trova sul segmento dell’ultima vertebra cervicale, o di un’ abnorme apofisi trasversa cervicale.

Le coste soprannumerarie e le megapofisi trasverse, possono essere di dimensioni diverse, ovvero più o meno sviluppate, ma quasi sempre portano la conseguenza di un’irritazione di alcuni fasci nervosi del tronco superiore del plesso cervicale, per rapporto di intima vicinanza.

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  •  aumento della fibrosità dei legamenti pleurici, in particolar modo del legamento costo pleurico e del legamento trasverso pleurico.

Sappiamo che il tessuto connettivo fibroso che forma i legamenti, per ragioni multifattoriali, può addensarsi, facendoli aumentare di consistenza e fibrotizzandoli.

Questi due legamenti sono intimi nel passaggio superiore del plesso brachiale e possono essere responsabili di un’irritazione delle fibre nervose con cui hanno rapporto, generando una sindrome neurogena.

PROBLEMI POSTURALI

  • verticalizzazione del tratto cervicali
  • spalle curve e chiuse in avanti
  • il collo incassato tra le spalle (spalle alte verso gli angoli mandibolari)

Queste 3 condizioni posturali portano ad un lavoro eccessivo dei muscoli prima citati (mm.scaleni anteriore e medio, m.succlavio, m.piccolo pettorale), causandone uno spasmo che ridurrà l’elasticità dei punti di passaggio vaso-nervosi, inducendo sindromi neurogene o vascolari.

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 05La verticalizzazione del tratto cervicale porta il collo a posizionarsi in maniera tale da aumentare le tensioni legamentose, ma soprattutto ad esagerare l’attività dei muscoli accessori della respirazione, in questo caso di specifico interesse, i mm. scaleni anteriori e i mm. scaleni medi, i quali aumentando il livello di attivazione, vanno in spasmo, creando un punto di minor elasticità e di restrizione al passaggio dei vasi arteriosi succlavi, cosi come del plesso brachiale.

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 06Le spalle curve e chiuse in avanti, portano ad uno spasmo di accorciamento del m.piccolo pettorale, che potrà causare una reazione compressiva tanto del pacchetto vascolare, arterio venoso, quanto di quello neurologico periferico.

Il collo incassato tra le spalle , causerà una fibrosità ed una perdita della qualità di movimento dei legamenti legati alla cupola pleurica , ed uno spasmo eccentrico del m.succlavio, causando la possibile comparsa di una sindrome vascolare e neurologica periferica.

TRAUMI

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 07Ovviamente i traumi possono generare patologie diverse a seconda del tipo e dell’intensità dell’evento subito, ma parlando di quelli più frequenti, possiamo certamente indicare il colpo di frusta cervicale, come uno dei più conosciuti.

Se sottovalutato o mal curato, può innescare una serie di compensi che interferiscono con il buono stato di funzione muscolare, vertebrale e legamentoso, andando ad arrecare alterazioni di funzione agli spazi di scorrimento ormai a noi noti e quindi al buon funzionamento vascolo nervoso.

Ma quali sono i sintomi che si manifestano nella sindrome dello stretto toracico superiore? Li dobbiamo dividere tra sintomi neurologici, vascolari venosi,vascolari arteriosi.

SINTOMI NEUROLOGICI

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 08Possiamo catalogarli tra alterazioni della sensibilità, riduzione del trofismo muscolare, riduzione della forza.

Questi sintomi generalmente prendono maggiormente le zone più periferiche, ovvero l’ avambraccio e la mano, dove i rami nervosi sono più suscettibili delle alterazioni compressive che si sviluppano localmente o a monte.

Non è però da escludere una sensibilità nocicettiva maggiore anche nelle zone superiori, ovvero le spalle e la base del collo, le quali saranno maggiormente ricettive ad insulti di ogni genere, scatenando un dolore maggiore rispetto al grado di attivazione che normalmente si avrebbe.

SINTOMI VASCOLARI VENOSI

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 11Ritroviamo spesso una sensazione di intorpidimento e formicolio della mano e dell’avambraccio,

Sensazione di gonfiore delle dita e della mano, si avverte il braccio pesante e stanco con una pulsazione vascolare abnorme.

Il colore della pelle può cambiare diventando rossastra o violacea.

Si può avvisare una sensazione di indurimento dei muscoli e di stanchezza precoce nelle normali attività di vita quotidiana.

SINTOMI VASCOLARI ARTERIOSI

Ritroviamo un pallore delle dita e della mano, una riduzione del polso arterioso, una sensazione di crampo alla richiesta di uno sforzo muscolare, o anche dei crampi spontanei senza apparente motivo.

Può manifestarsi una diminuzione del trofismo e quindi del tono muscolare, soprattutto dei muscoli della mano, con una importante perdita di forza.

Non è raro trovare un’ alterazione della sensibilità periferica per il poco apporto di sangue arterioso alle strutture neurologiche distali.

Come si fa una diagnosi della sindrome dello stretto toracico?

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 09Verrà fatto un esame obiettivo dove si andrà ad indagare la capacita di movimento articolare, di elasticità, di contrazione, di resistenza e di affaticamento muscolare, di mobilità legamentosa.

Si potrà eseguire un esame dei riflessi osteotendinei.

Saranno attuati una serie di test specifici e precisi, che metteranno in crisi i punti di passaggio vascolari, per vedere la risposta ad un’eventuale compressione non correttamente compensata.

Il risultato di questi esami mi potrà sufficientemente indirizzare verso una diagnosi e una causa effettrice del problema manifesto.

SINDROME DELLO STRETTO TORACICO 10Ovviamente abbiamo anche una serie di indagini strumentali, perfettamente in grado di avvalorare e confermare la diagnosi di sindrome dello stretto toracico superiore:

  • rx della colonna cervicale
  • rm cervico dorsale
  • tc cervico dorsale
  • esame ecografico
  • ecocolordoppler

Tutta questa batteria di esami sono in grado di esaminare lo stato di funzione e di salute dei nervi periferici, di valutare se sia presente una costa soprannumeraria o una megapofisi cervicale, valutare gli spazi anatomici e gli organi della zona toracica alta, studiare il flusso vascolare arterioso e il suo ritorno venoso.

APA INSTITUE nei suoi corsi di terapia manuale, porterà una programmazione di insegnamento della valutazione clinica, dei test associati, della visualizzazione, tramite indagini di diagnostica per

immagini, degli elementi anatomici che possono alterare la fisiologia dello stretto toracico superiore.

APA INSTITUTE mirerà nel corso di formazione in terapia manuale, a stabilire dei percorsi terapeutici efficaci e precisi, per ridurre gli effetti della sindrome in maniera veloce e stabile.

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