La deformazione del ganglio radicolare dorsale in base ai gradienti di pressione del sangue venoso e del fluido cerebrospinale nel canale vertebrale.

H-D. Yao, M.Y. Svensson, H. Nilsson, Deformation of Dorsal Root Ganglion Due to Pressure Transients of Venous Blood and Cerebrospinal Fluid in the Cervical Vertebral Canal, Journal of Biomechanics (2018), doi: https://doi.org/10.1016/j.jbiomech.2018.05.012

DEFORMAZIONE DEL GANGLIO RADICOLARE DORSALE 01Il ganglio della radice dorsale cervicale (GRD), nel suo passaggio nel forame intervertebrale, può essere coinvolto in problemi compressivi soprattutto durante movimenti estremi come il colpo di frusta.

Tali movimenti, che prevedono un’ escursione eccessiva in tutti i piani dello spazio, creano una modificazione del lume del canale spinale inducendo cambiamenti di pressione importanti con spinta improvvisa fuori dalla dura madre (DM) sia del sangue venoso che del liquido cefalorachideo (LCR).

Attraverso componenti di trazione e compressione i fluidi interagiscono dinamicamente con il GRD  e la DM essendo queste  due strutture deformabili.

Durante la trazione il GRD viene allungato e il sangue venoso viene spinto nel canale spinale attraverso il forame a causa della pressione negativa che si crea.

Al contrario, la compressione crea una pressione positiva che fa defluire il fluidi dal canale spinale con compressione del GRD.

Tra i gradienti di pressione che si vengono a creare, il più importante è a livello del forame intervertebrale, proprio nei pressi del GRD.

Questo subisce una notevole distorsione (stress di von Mises) soprattutto alle estremità dove è meno mobile e più adeso alle pareti del forame.

Dato che la pressione interna negativa deforma maggiormente il ganglio rispetto alla pressione positiva si può concludere che le forze di trazione siano più pericolose per il GRD.

Questo articolo ci da degli spunti di riflessione molto interessanti sia rispetto all’ambito clinico sintomatologico sia rispetto alla gestione delle tecniche manuali e all’uso di determinati parametri durante il gesto tecnico.

DEFORMAZIONE DEL GANGLIO RADICOLARE DORSALE 02Il GRD è una struttura che spesso è implicata nelle problematiche cervicali, sia per cause degenerative che coinvolgono le strutture articolari, legamentose e discali, sia per cause meccaniche dovute a disfunzioni specifiche vertebrali o alterazioni della normale biomeccanica di tutto il rachide cervicale.

Condizioni traumatiche acute, come può essere un colpo di frusta, ovviamente possono essere fonte di problemi relativi alle strutture deformabili come il GRD e possono accentuare problematiche già preesistenti.

La clinica del GRD prevede una sintomatologia che coinvolge soprattutto le zone prossimali e si irradia poco distalmente.

Differentemente dal coinvolgimento di tutta la radice nervosa, essendo il GRD la branca sensitiva non dà una severa cervicobrachialgia con interessamento muscolare.

Il dolore può essere acuto o riferito come una sensazione disestesica (bruciore) o iperestesica soprattutto su determinate zone cutanee, sarà maggiormente locale con irradiazioni distali poco diffuse.

Sono coinvolte maggiormente le zone nei pressi della linea mediana, il dolore è esacerbato dalla palpazione delle spinose e della zona laminare vertebrale.

Lo spasmo muscolare interesserà soprattutto i paravertebrali, con una meccanismo riflesso alimentato dall’irritazione radicolare.

DEFORMAZIONE DEL GANGLIO RADICOLARE DORSALE 03Inquadrare la problematica del paziente in base agli elementi clinici è fondamentale per orientare il trattamento.

Alla luce dei risultati dell’articolo citato bisogna assolutamente considerare il parametro di trazione e ridurre la sua incidenza sul GRD durante le tecniche manuali.

L’utilizzo di tecniche che tendono a ridurre le pressioni a livello del canale spinale risulteranno utili.

Particolare attenzione va rivolta al tratto cervicale medio come fulcro di flesso-estensione e quindi come zona fortemente implicata soprattutto nei casi di colpo di frusta durante il quale i movimenti sono portati all’estremo del range articolare.

Sarebbe interessante capire come il cambiamento dei gradienti pressori incida anche a livello dorsale, zona in cui la sindrome delle branche posteriori è più frequente.

 

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