L’effetto benefico delle vibrazioni sul muscolo è ormai accertato da diversi studi.

Questo anche se l’effetto terapeutico dell’utilizzo locale di tali stimoli meccanici è ancora controverso e non esistono protocolli applicativi e una precisa posologia.

L’efficacia sull’attivazione muscolare, la forza, la resistenza e l’elasticità sono effetti descritti in letteratura così come possono essere osservabili con un approccio empirico.

Mancano ancora le procedure metodologiche di applicazione.

Vibrazione-meccanica

Ogni frequenza vibratoria ha degli effetti differenti, interessante è capire come modulando queste frequenze e applicandole ai vari tessuti del corpo si possa avere una risposta dal tessuto stesso in base alle necessità del paziente.

Le vibrazioni creano sul ventre muscolare “un’onda” che si propaga su tutto il muscolo migliorandone l’elasticità, la vascolarizzazione e inoltre, la stimolazione dei recettori muscolari ha l’effetto di migliorare le efferenze propriocettive.

Vibrazione-meccanica-2Questo riscontro è stato ben evidenziato da alcuni studi in ambito riabilitativo neurologico, in cui si è evidenziato come le alte frequenze vibratorie agiscano incrementando la forza, mentre quelle a bassa frequenza abbassino notevolmente la spasticità muscolare.

In questi pazienti si è riscontrato un netto miglioramento degli indici stabilometrici generali (sia ad occhi aperti che chiusi) e della deambulazione.

Nei pazienti con Parkinson o con stroke, l’utilizzo delle vibrazioni locali in associazione all’esercizio terapeutico sono fortemente consigliate durante il lavoro di recupero funzionale.

Diversi sono i risultati su pazienti che non hanno problemi neurologici.

In questi casi l’utilizzo specifico delle frequenze è diverso così come dimostrato dalla pubblicazione di  due lavori svolti, uno su pazienti con problematiche di ginocchio in cui sono state usate le basse frequenze per migliorare l’attivazione del quadricipite, l’altro per migliorare la performance muscolare nel salto.

Come ci confermano i lavori scientifici su soggetti sani, le alte frequenze riducono la capacità contrattile massimale di un muscolo con l’effetto di abbassare il tono basale del muscolo stesso.

Vibrazione-meccanica-3L’effetto neurologico delle vibrazioni è importante anche nella gestione del dolore.

Uno studio su pazienti che hanno avuto una frattura della regione distale del radio (sottoposti ad intervento chirurgico), evidenzia come le vibrazioni a bassa frequenza hanno un effetto sulla riduzione del dolore soggettivo.

Inoltre la misurazione attraverso elettroencefalogramma rileva un’attenuazione delle onde legate al segnale nocicettivo, quindi c’è un miglioramento anche a livello oggettivo.

Questo effetto, secondo lo studio, avviene perché l’attivazione della corteccia senso-motoria, attraverso uno stimolo vibrante attiva il sistema discendente inibitore.

Nell’ambito della riabilitazione respiratoria è accertato che vibrazioni attorno ai 30 Hz sulla gabbia toracica migliorano la tolleranza al carico fisico nei soggetti con bronchiti ostruttive croniche.

Nei casi di osteoporosi non avanzata, l’effetto meccanico vibrante ha un buon riscontro in quanto a distanza di un anno si è visto che le donne che si sottopongono a vibrazioni hanno un T-Score invariato rispetto al gruppo di controllo che manifesta un T-Score minore.

Come ci confermano quindi una serie di fonti scientifiche, l’uso di frequenze esogene in ambito riabilitativo è una ottima scelta terapeutica per un ampio ventaglio di problematiche.

La METODICA APA VIBROPERCUSSORIA, grazie anche alla possibilità di modificare le frequenze di applicazione, utilizzata da sola o insieme ad altre tecniche riabilitative, può ormai svolgere un ruolo da protagonista per il benessere dei nostri pazienti.

 

METODICA APA VIBROPERCUSSORIA, LA NUOVA FRONTIERA DELLA SALUTE

 

Bibliografia:

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